O Catador de lixo: un lavoro più che onesto

Quello che vorrei raccontarvi oggi riguarda una “professione” molto diffusa in Brasile e nel Sudamerica in generale. Nei paesi dove la povertà raggiunge livelli altissimi e abbastanza pesanti, quello che qui chiamano catador de lixo, è uno tra i lavori più frequenti tra le persone povere. Questo lavoro permette a molti di loro di riuscire a vivere, poter permettersi un pasto giornaliero e aiutare la propria famiglia (chi ce l’ha) nella vita quotidiana.
Personalmente non sapevo neanche che esistesse un lavoro del genere e infatti l’ho scoperto solamente quando sono arrivato a San Paolo, ormai 3 anni fa. Prima di spiegarvi di cosa sto parlando dobbiamo fare un passo indietro e cercare di capire la situazione quaggiù; il Brasile produce quotidianamente la bellezza di 250 mila tonnellate di immondizia, la città di San Paolo è quella che da sola ne produce di più arrivando a circa 18 mila tonnellate al giorno. Secondo una ricerca fatta nel 2010 da un ente locale, in un anno il Brasile produce 61 milioni di tonnellate di sporcizia dato numerico che, attualmente, sarà sicuramente aumentato. Il 42% dell’immondizia è depositata in luoghi inadeguati, dove la decomposizione può penetrare nella terra e contaminare l’acqua. Di 76 milioni di immondizia buttata solo il 3% viene riciclato adeguatamente e l’85% dei brasiliani non ha accesso alla raccolta differenziata.
Insomma tutti questi numeri per dirvi che qua si producono molti rifiuti e le strutture per riciclarli non sono ancora ben attrezzate ma se per qualcuno rappresenta un problema, per altri è diventata la propria fonte di vita.
Il catador de lixo è la persona che raccoglie immondizia riciclabile in strada o negli appositi luoghi dove si immagazzinano rifiuti (la grande maggioranza a cielo aperto) e che riceve un totale di soldi a seconda del materiale e della quantità raccolta. Per esempio il cartone costa al chilo meno che la latta o il ferro. La plastica viene pagata a seconda della qualità (ne esistono diversi tipi) e così il vetro.
Le persone che generalmente fanno questo tipo di lavoro sono coloro che vivono in strada ma anche padri e madri di famiglie povere che riescono a campare attraverso una vera e propria raccolta differenziata autonoma. Si riconoscono facilmente in strada perché oltre a rovistare nelle montagne di sacchi lasciati in strada hanno questa sorta di carretto a due ruote fatto con altrettanto materiale trovato in strada. La vita di queste persone è difficile. Il carretto è leggero la mattina e pesantissimo a fine giornata e, credetemi, le strade di San Paolo non facilitano il lavoro: traffico, macchine, autobus, salite e discese ripide oltre al manto stradale irregolarissimo.
La cosa che sorprende di più è il prezzo pagato per chilo di materiale: per guadagnarsi 3 Reais si deve raccogliere un chilo di latta che corrisponde a circa 70 lattine. Per le bottiglie di plastica, invece, un chilo viene pagato quasi un Real mentre il cartone costa 0,30 centesimi al chilo. Insomma a fine giornata i carretti sono pieni e pesanti e a volte raggiungono i 600/700 chili di materiale lasciato nei sacchi dell’immondizia con oltre 7/8 chilometri macinati al giorno. Una fatica incredibile!
Fino a qualche tempo fa, questo non era considerato un mestiere ma la società si è sensibilizzata al problema e ha rivalutato il ruolo di queste persone, che oltre a riuscirci a campare sono un grande aiuto per la collettività e soprattutto l’ambiente.
Riciclare fa benissimo e riduce i costi, chi ci guadagna siamo noi e la natura, sempre più soffocata dalle nostre esigenze.
Per molti di loro questa professione si è rivelata una salvezza, perlomeno riescono a dare da mangiare ai propri figli, per loro questo lavoro è stata una grande soddisfazione e sono addirittura riusciti a professionalizzarsi creando vere e proprie mini-imprese di raccolta differenziata.
Per altri è stata una vera e propria fortuna e sono stati persino invitati nelle università per raccontare le proprie storie e per spiegare a tutti (soprattutto ai giovani) come sensibilizzarsi e responsabilizzarsi al problema.
Quando sono arrivato in Brasile, vicino al locale di lavoro c’era un signore anziano, con i baffi bianchi, portava sempre le infradito e veniva con un carretto per raccogliere tutto quello che era riciclabile. Metteva tutto sopra al carretto, evidentemente piccolo ma che poteva sopportare materiale pesante anche oltre il dovuto.
Io mi chiedevo: “ma dove la porta tutta ‘sta monnezza?” “chi li salda tutti ‘sti carretti assemblati alla bell’e meglio?”
A fine serata lo vedevo una strada più in basso andare a pesare il “raccolto”, tutto diviso per materiale. Era il suo lavoro che gli permetteva di andare avanti e se lo guadagnava faticando.
Volevo condividere questa racconto-riflessione con voi, sono storie che fino a qualche tempo fa non immaginavo nemmeno raccontare, ma che fanno bene. Molto bene.

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2 pensieri su “O Catador de lixo: un lavoro più che onesto

  1. Non so perché, ma qui raccolgono solo il cartone (“Cartoneros”, si chiamano appunto). In alcune zone della città c’è la raccolta differenziata ma pochi la rispettano e non credo funzioni bene: a volte i raccoglitori sono traboccanti, spesso contengono anche quel che non dovrebbero e altre volte I poveri delle favelas spaccano i sacchetti dell’indifferenziata e poi tirano quel che resta per strada o nel contenitore del riciclaggio. Insomma, 8+ in teoria e 2 in pratica. Tipico argentino!

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  2. Ciao 😊! Anch’io vivo in Brasile, da due anni, a Belo Horizonte e come te, quotidianamente, scopro realtà che in precedenza non riuscivo neanche ad immaginare.
    La figura do catador de lixo è emblematica e non è certo bello vedere qualcuno costretto a guadagnarsi da vivere frugando nei rifiuti o elemosinando lattine di refrigerante.
    Ma ne ammiro e reputo d’esempio la fierezza e, nondimeno, il fatto che molti di loro hanno sempre un sorriso da regalare a chi incrocia il loro sguardo.

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